Agneia o purità morale

Agneia o purità morale

Agneia nel greco profano può indicare sia la condizione di purità – secondo i vari significati assunti da agnos nella sua evoluzione semantica – sia l’atto della puirificazione (expiatio, lustratio).

Nei pochissimi passi dei libri proto e deuterocanonici dell’A.T. in cui ricorre il sostantivo indica la purità cultuale (Num 6,2.21: nezer), il voto e la consacrazione del nazireo (2 Chr 30,19: tobora), la purità necessaria per il contatto con le cose sante; analogamente in Mal 14,36 indica la santità del luogo di culto.

Nel N.T. in Tim 4,12; 5,2 la parola ha perduto completamente il significato cultuale e indica la purità e irreprensibilità morale in senso lato.

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